
COME LE ROUTINE CAMBIANO LA GIORNATA
Ti potrà suonare strano ma cambiare le abitudini cambia letteralmente il cervello. Come? Iniziando a concentrarsi su una sola routine si può imparare a riprogrammare a caduta tutte le altre abitudini che non ci piacciono.
Ti sembra esagerato? Ti spiegherò come una decisione diventa un comportamento automatico. Già nel 1892 William James definiva la nostra vita come una massa di abitudini pratiche. A primo acchito tutte le scelte che compi ogni giorno ti possono sembrare il frutto di un ragionamento logico, ma non è proprio così: sono prevalentemente abitudini e questa percentualmente si aggira intorno al 40%.
L’impatto delle decisioni sulla vita
Le decisioni hanno un impatto rilevante sulla nostra vita, perché influiscono sulla salute, sul modo in cui lavoriamo, spediamo denaro, in ultima analisi sulla felicità.
La buona notizia è che si possono cambiare, se sappiamo come farlo, questo perché sono scelte che tutti compiamo deliberatamente, ma che ad un certo punto della nostra vita iniziamo a fare in modo automatico, cioè senza pensarci.
Cosa regola le nostre decisioni?
Se ci immaginiamo il cervello umano come una cipolla, composta da uno strato di cellule cellule sopra l’altro, allora gli strati esterni (quelli più vicini al cuoio capelluto) sono state create più recentemente da un punto di vista neuro-evolutivo. Negli strati più interni del cervello e in prossimità del tronco encefalico (dopo il cervello incontro la colonna vertebrale) troviamo le strutture più antiche e primitive. Questi tessuti controllano i comportamenti automatici come la respirazione e la deglutizione, più o meno al centro del cranio si trova un frammento di tessuto grande come una pallina da golf: i nuclei della base che svolgono un ruolo essenziale nelle abitudini.
Come si arriva all’automatismo
Numerosi esperimenti hanno messo in luce come man mano impariamo qualcosa l’attività mentale diminuisce, cioè il processo diventa automatico, quindi non abbiamo bisogno di pensarci su tanto. È esattamente quello che succede quando iniziamo a guidare, le prime volte dobbiamo tenerci a mente ogni singola azione da fare, poi più passa il tempo, più l’esperienza ci consente di riprodurre tutti i comportamenti in una sequenza automatizzata.
È come se durante i primi tentativi il cervello dovesse lavorare a pieno regime per accumulare tutte le informazioni necessarie per portare a termine il compito, poi però attraverso la ripetizione il cervello può disattivare i centri deputati al processo decisionale e alla memoria, perché ormai abbiamo interiorizzato il sistema operativo.
L’utilità delle abitudini
I nuclei della base svolgono un ruolo centrale nel ricordare e agire in base ai modelli, in altre parole immagazzinano abitudini anche quando il resto del cervello si disattiva.
Le nostre routine prendono quindi forma grazie all’abitudine.
Una volta che quest’ultima si è attivata, il nostro cervello può dedicarsi ad altro, questo spiega perché riusciamo per esempio a guidare e contemporaneamente ascoltare parlare una persona.
Le abitudini sono molto utili perché il nostro cervello è sempre alla ricerca di modi per risparmiare energia ed esse permettono alla nostra mente di ridurre gli sforzi perché questo è molto vantaggioso.
Aspetti negativi delle abitudini
Allo stesso tempo risparmiare energie può essere pericoloso nel momento in cui il nostro cervello si disattiva in un momento non appropriato, a questo punto intervengono i nuclei della base che stabiliscono quando lasciare che le abitudini prendono il sopravvento e quando no, tale meccanismo si attiva all’inizio alla fine di una certa unità di informazione comportamentale che chiameremo “clic”. All’inizio il nostro cervello deve compiere un grosso sforzo cercando un segnale che indichi quale modello utilizzare, quando la decisione è stata presa il cervello si disattiva, producendo una routine in modo automatico per riattivarsi solo in un secondo momento quando l’azione è stata portata a termine, per valutare che tutto si sia svolto secondo i nostri obiettivi.
Il circolo delle abitudini
Il processo è di tipo circolare ed è formato da tre parti:
• segnale, una sorta di “clic” che ci dice quando entrare in modalità automatica e quale abitudine usare.
• Routine, può essere o un protocollo d’azione, un insieme di pensieri o emozioni.
• Gratificazione, l’ultimo anello della catena in cui la nostra mente esce da uno stato meccanico per decidere attivamente se vale la pena memorizzare una certa routine.
Ovviamente questo circolo diventa sempre più automatico con il passare del tempo, creando una certa aspettativa cioè di bisogno per la gratificazione.
Come risulterà chiaro, installare una nuova abitudine è realmente vantaggioso solo se il tipo di routine utilizzata produce dei benefici sia a breve che a lungo termine, ad esempio l’abitudine di lavarsi i denti ci permette di avere una buona igiene, quindi maggior benessere, mentre non si può dire la stessa cosa rispetto all’abitudine di consumare droghe.
Un esempio di cambiamento delle abitudini: il programma degli Alcolisti Anonimi
Il programma degli alcolisti anonimi funziona sulla base della creazione e la modifica dei circoli viziosi delle abitudini legate all’alcol.
Gli ha hanno successo perché non modificano il segnale e la gratificazione ma solo la routine. Il programma obbliga le persone identificare i segnali e le gratificazioni che incoraggiano le abitudini alcoliche e poi li aiuto individuare altri comportamenti più funzionali. Per questo motivo nei 12 passi è necessario elencare tutto ciò che stimola il consumo di alcol.
Ho bisogno di bere perché questo offre una via di fuga dalle proprie emozioni, il liberarsi temporaneamente dell’ansia, diventa un sollievo al proprio dolore.
Ecco perché avere delle routine alternative per gestire lo stress permette di smettere di bere.
Alcune persone hanno più difficoltà a cambiare se restano da sole mentre il gruppo può potenziare il cambiamento.
Le cose sembrano possibili quando riusciamo a vedere ciò che vogliamo negli altri.
Il gruppo insegna agli individui a credere,
E le persone si aiutano a cambiare.
