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Come funzionano le abitudini

Quando si forma un’abitudine, il cervello non partecipa più al processo decisionale, il pattern comportamentale si elicita automaticamente.

É un processo che avviene senza consapevolezza, le abitudini si possono modificare, ma non scompaiono mai davvero. Quello che succede è che restano memorizzate nella nostra struttura cerebrale e in caso di necessità riaffiorano. 

Questo comporta un vantaggio enorme, perché sarebbe veramente sconveniente se dovessimo imparare dal principio come eseguire un compito solo perché sono diversi mesi che non lo attuiamo. Non disimparo a nuotare se vado al mare solo d’estate.

Buone e cattive abitudini 

Il problema è che il cervello non sa distinguere tra abitudini funzionali e quelle disfunzionali. Ciò significa che una pessima abitudine può essere sempre lì in agguato, emergerà nel caso in cui ci siano i segnali e le gratificazioni giuste.

Questo spiega come mai facciamo così fatica ad inserire nella nostra vita quotidiane delle sane abitudini alimentari. Risulta molto più facile rimanere seduti sul divano o mangiare un pacchetto di patatine.

Tuttavia possiamo creare un nuovo modello comportamentale, come per esempio aggiungere quotidianamente alla dieta frutta o verdura. Questo pian piano diventa automatico, cioè si trasforma in un nuovo abitudine.

È possibile imparare a compiere scelte non consapevoli senza ricordare il processo decisionale che ci ha permesso di apprendere quella competenza.

La funziona delle abitudini 

Le abitudini, la memoria e il ragionamento logico, sono alla base del comportamento umano, può anche succedere di non ricordare le esperienze da cui si originano le abitudini. In ogni caso se sono state impresse nel cervello, influenzeranno il nostro comportamento anche quando non ne siamo consapevoli.

Dopotutto avere degli schemi di azione prefissati, permette al nostro cervello di non soccombere alla fatica delle innumerevoli attività che compiamo ogni giorno.

Bisogna aggiungere che le abitudini sono molto sensibili alle piccole variazioni, quindi nel momento in cui cambia qualcosa la sequenza non viene messa in atto. É sempre un input che fa scattare il meccanismo automatico dell’azione routinaria.

Il potere delle abitudini 

L’abitudine sono potenti in virtù del fatto che danno un’impronta alla nostra vita molto più forte di quanto non si possa immaginare. Vengono utilizzate dal cervello anche nel caso in cui non siano funzionali.
Possono cioè insorgere al di fuori della consapevolezza, oltre alla possibilità di essere progettate deliberatamente.

Quando sono fortemente radicate è davvero difficile evitarle, anche perché insorgono senza chiederci il permesso.

Come detto in precedenza anche i più piccoli mutamenti possono disattivare un modello, ma raramente riconosciamo circoli viziosi, ignoriamo quindi la nostra capacità di controllarli.
Se impariamo a osservare segnali che scatenano l’inizio del processo e le gratificazioni che ne segnano la fine, possiamo modificare le routine.

Modello in 4 fasi del cambiamento 

Chi non vorrebbe avere una bacchetta magica per modificare rapidamente qualunque abitudine?

La difficoltà spesso sta nel fatto che ogni persona ha abitudini diverse che mette in atto con comportamenti differenti, pertanto ogni cambiamento è specifico ed individuale.

Il cambiamento non è facile e rapido, ma possibile attraverso il tempo e l’impegno, in quattro fasi:

  • Identificare il circolo di funzionamento dell’abitudine. Segnale di attivazione, svolgimento della routine (comportamento che si vuole cambiare) e gratificazione. 
  • Sperimentare le gratificazioni. Siccome soddisfano i nostri bisogni sono molto potenti, il problema sta nel fatto che spesso non siamo consapevoli dei bisogni che stimolano i nostri comportamenti. Questo é necessario per capire ciò di cui sia veramente bisogno quando si vuole riconfigurare un’abitudine. É importante farsi alcune domande: perché ho proprio bisogno di fare quella cosa? O di non farla? Qual è il bisogno nascosto dietro quell’azione? Cosa succede se posticipo il bisogno di 15 minuti? Può essere utile scrivere pensieri ed emozioni connessi alla routine appena svolta. Perché farlo? Scrivere ci aiutare a focalizzarci meglio ed essere più consapevoli.
  • Isolare il segnale. Prendere nota di quello che avviene nel momento in cui lo stimolo si presenta. Dove vivono? A che ore sono? Cosa sto provando (emozione e sensazioni fisiche)? Che c’è attorno a me? Qual è l’azione che ha preceduto lo stimolo? Rispondendo a queste semplici domande e dopo alcuni giorni diventa abbastanza chiaro quale segnale fa scattare l’abitudine da cambiare.
  • Elaborare un progetto. Un’abitudine è uno schema eseguito automaticamente, quando vedo un segnale, svolgerò una routine, per ottenere una gratificazione, è quindi una vecchia scelta alla quale non si pensa più. Per cambiare abitudine ho bisogno di un progetto alternativo che soddisfi i miei bisogni e mi gratifichi.


Le abitudini chiave 

Alcune abitudini hanno il potere di innescare una reazione a catena, trasformando e riconfigurando altre abitudini: sono le abitudini chiave.

Es: L’attività fisica migliora l’alimentazione, tende a far fumare di meno e abbassa il livello di stress. 

Per questo motivo l’esercizio fisico è un’abitudine chiave che innesca un cambiamento di più ampia portata.

Esattamente come rifarsi il letto innesca una reazione a catena che introduce altre nuove abitudini.
Lo svolgimento di piccoli compiti aumenta il senso di controllo emotivo e dà un senso di maggiore fiducia in se stessi.

Le abitudini chiave contribuiscono al rafforzamento di altre abitudini e il cambiamento diventa contagioso.

I piccoli obiettivi sono la costante applicazione di piccoli vantaggi.
Una volta raggiunto un piccolo obiettivo si mettono in moto energie che favoriscono un altro piccolo obiettivo, così questi alimentano processi trasformativi che aumentano la possibilità di raggiungere facilmente risultati ancora più grandi.

Decidere di cambiare 

Per modificare un’abitudine è necessaria una decisione. Bisogna sapere di avere il controllo e di essere sufficientemente consapevoli da farne buon uso. È necessario attivarsi consapevolmente per identificare i segnali di attivazione e la gratificazioni che guidano l’abitudine e trovare delle alternative. 

É importante avere qualcosa su cui concentrarsi e ignorare dettagli insignificanti.

Credere e l’ingrediente fondamentale per il cambiamento.

Dopo aver capito ciò che vogliamo essere ci evolviamo nella direzione in cui siamo esercitati. Se si crede in qualcosa questo diventerà reale, diventiamo ciò che vogliamo: questo è il potere dell’abitudine.

I bisogni influiscono sulle nostre azioni, se non siamo consapevoli di questo é come se fossimo attratti da una forza invisibile.

Quando lo stress è troppo forte le persone di solito si rifugiano nelle vecchie abitudini, per questo credere nonostante le difficoltà è la componente più importante del successo.

Determinazione ed autodisciplina

La determinazione è un fattore importante per costruire nuove abitudini.

Aiuta a lavorare con la giusta energia per affrontare le sfide, mantenendo fermezza ed interesse nel tempo nonostante le difficoltà lungo il percorso.

La disciplina condiziona la performance più dell’intelligenza. Siccome l’autodisciplina influisce più del talento sulla prestazione, é necessario rafforzare la forza di volontà per trasformarla in un’abitudine. Per questo motivo le persone che si sanno gestire bene, lavorano tanto, apparentemente con poca fatica: lo fanno in modo automatico.

Chi è in grado di differire le gratificazioni ottiene nel tempo risultati migliori.

La forza di volontà é un’abilità che si può apprendere esattamente come impariamo a cucinare o una lingua straniera.

È come un muscolo.

Abitudini per il successo e la felicità

Quando creiamo nuove abitudini salutari modifichiamo il nostro modo di pensare.

Utilizziamo la forza di volontà per regolare gli impulsi, impariamo a tenerci lontani da ciò che non è utile, perché la mente é già determinata a focalizzarsi sul risultato finale.

L’allenamento continuo costruisce la forza di volontà che favorisce l’autodisciplina. Quando ci credi, la fiducia consolida le routine automatiche che hai appreso durante l’allenamento, anche nei momenti più stressanti.

Quando si parla di creare nuove abitudini dato che questo richiede autocontrollo, è molto più facile se pensiamo che lo stiamo facendo per motivi personali, se lo troviamo piacevole, questo risulta meno faticoso. Invece se lo si fa forzatamente, ci si stanca  prima.

Più energia dedichiamo in attività potenzianti meno ne abbiamo per ciò che non migliora la nostra vita.