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La felicità si conquista grazie all’autonomia, il sentirsi in equilibrio ed autentici.

La felicità nasce dall’espressione delle proprie abilità, ciò che ci rende unici, nella capacità di esprimere il nostro essere attraverso il lavoro che facciamo.

Secondo la psicologa Sonja Lyubomirsky la felicità è uno stato della mente, una modalità di percezione e un approccio a noi stessi e al mondo in cui viviamo, quindi se vuoi essere felice domani il giorno dopo e per il resto della tua vita, puoi farlo scegliendo di cambiare e gestire il tuo stato mentale.

I 3 ingredienti della felicità

La felicità dipende principalmente da tre fattori: essere liberi ed autonomi (autodeterminazione), creare e curare relazioni profonde (quando amiamo ci mettiamo nella condizione di essere amati), sentirsi competenti e riuscire a mostrare le proprie abilità attraverso il lavoro. L’autorealizzazione dipende dall’equilibrio di questi tre fattori non possiamo trascurare completamente uno di questi (rapporto con me stesso, relazioni o il lavoro). L’armonia in queste 3 aree di vita moltiplica la felicità, perché innescano un circolo virtuoso.

La felicità è una scelta

La tua felicità è una scelta, dipende da te, per questo puoi essere felice nonostante gli altri non lo siano. Non è il prossimo a renderti felice, perché sei libero di scegliere di esserlo, ma per raggiungere questa condizione è necessario amare se stessi e ricordarsi che non c’è nessuna persona più importante. Tu sei al primo posto. Non è una questione di egoismo, ma di necessità. Se queste parole ti suonano strane forse dipende dal fatto che non credi nelle tue potenzialità e che probabilmente fai fatica a far emergere le tue qualità. Succede quando il nostro io rimane intrappolato in una vita a cui non sente di appartenere veramente, che non rispecchia i suoi valori. La felicità dipende dalla capacità di esprimere appieno il proprio io, questo permette di migliorare il proprio benessere.

La felicità è essere se stessi

La felicità  ci permette di affrontare i problemi trasformandoli in opportunità di crescita, questo rende possibile essere felici unicamente grazie alle nostre potenzialità.
Ecco perché la felicità non la si trova, ma la si costruisce cioè è un progetto che crea azioni consapevoli.
Non può prescindere da un impegno personale a lungo termine, che prende in considerazione tutto l’arco della vita. È una scelta consapevole portata avanti con sforzo costante, costellata anche da cocenti delusioni che fanno parte del percorso, così come l’ossigeno fa parte dell’aria che respiriamo e ci consente di vivere.

La felicità ti consente di vivere una vita piena di motivazioni, che ti fa cogliere ogni opportunità a disposizione.

Questo ci fa capire come dobbiamo essere noi i primi a provare con tenacia e far uscire la nostra unicità: dobbiamo esplorare, creare progetti e metterli in atto.
È un processo di continuo allenamento e potenziamento che permette di trasformare ogni problema in una lezione di vita a cui imparare, migliorare, crescere, per questo motivo la felicità passa attraverso un percorso di autorealizzazione.
L’allenamento inizia nel momento in cui si è in grado di definire le proprie potenzialità, ciò che ci rende unico e originale. Senza la consapevolezza dei punti di forza è impossibile rafforzare le nostre caratteristiche, partire da questo rende più semplice affrontare successivamente le nostre zone d’ombra e migliorare in seguito agli errori.

La felicità modella il nostro approccio verso noi stessi, gli altri, il lavoro: é in grado di moltiplicare le energie, essere fiduciosi di sé e degli altri, consente di trasformare le potenzialità in abilità concrete.
Per questo motivo la felicità è figlia dell’autorealizzazione, cioè di una vita soddisfacente.

Le caratteristiche delle persone felici

Le persone che si auto definiscono felici sono di solito ricche di relazioni e di esperienze sociali, sono felici rendendo felici gli altri.
Non hanno una vita esente da problemi, ma riescono a godersi il “qui ed ora”.
Sono guidati dai sentimenti che mettono a frutto in obiettivi pieni di passione, sia sul piano personale che si quello lavorativo.

Teorie sulla felicità

Epitteto ci ricorda che per allenare la nostra felicità è necessario capire cosa è in mio potere: le cose esterne non dipendono da me, quindi é necessario concentrarsi solo sulle cose che sono in nostro potere.
Seligman ha elaborato la “Teoria del 40%” secondo la quale la felicità dipende in diversa misura da tre variabili:
A) Le circostanze di vita: che riguardano lo stato di salute, il reddito, lo stato civile e influiscono al 10%.
B) L’eredità genetica che conta al 50%
C) L’attività intenzionale che incide al 40%
Siccome tutte le azioni e le motivazioni che abbiamo incidono anche su quelle che saranno le nostre condizioni di vita, la nostra felicità dipende al 50% dalla nostra volontà a costruire in modo consapevole la nostra vita.
Seguendo entrambe le teorie dovremmo quindi concentrarci prevalentemente sulla nostra crescita personale.

La felicità dipende dalla crescita personale

Lo sviluppo personale ci aiuta a capire meglio noi stessi e il mondo, per migliorare facendo emergere le nostre passioni nonostante gli ostacoli che si presentano. È un processo di crescita di cui siamo responsabili.
La consapevolezza delle cause che generano infelicità è una condizione necessaria ma non sufficiente per cambiare il proprio stato.
Lo sviluppo della felicità è un esercizio continuo: un programma di allenamento che mira a cambiare le vecchie abitudini sostituendole con modalità alternative più efficaci. Ogni azione ripetuta funzionale migliora nel tempo la qualità della vita: un allenamento quotidiano porta a cambiamenti concreti.

Il circuito del cambiamento in 3 fasi

A) La cura di sé attraverso il rispetto della propria persona, l’esercizio fisico, l’igiene del sonno.
B) Considerare i punti di forza senza focalizzarsi su ciò che non funziona: il miglioramento è un processo continuo.
C) Allena le tue potenzialità: gli studi sulla plasticità neuronale ci dicono che possiamo modificare e compensare le facoltà del cervello, quindi abbiamo la possibilità di affrontare i problemi e raggiungere gli obiettivi che desideriamo grazie alle nostre competenze.
Il segreto sta nel metodo: allenare le nostre risorse per tirare fuori il meglio di noi, esattamente come si fa con un training sportivo. Questo lavoro aggiunge senso e significato alla vita.

Molto spesso siamo più bravi ad elencare tutti i nostri punti deboli, pare più difficile avere un elenco mentale dei punti di forza. Le potenzialità personali sono i valori che conducono la nostra vita, quando li mettiamo in atto siamo più soddisfatti, se non li consideriamo equivale a trascurarci. Quando viviamo secondo i nostri valori facciamo emergere il sé più autentico. La bellezza delle nostre potenzialità sta nel fatto che sono dinamiche e se allenate diventano veri e proprie competenze acquisite in grado di generare cambiamenti.

Concentrarsi su ciò che dipende da noi e possiamo realmente cambiare ci consente di affrontare e migliorare la vita di tutti giorni, possiamo prenderci cura di ciò che per noi è importante quotidianamente: questo produce un effetto straordinario per risolvere i problemi.

Affrontare i problemi, diversamente da quanto si possa immaginare, ci rende più abili a reagire nei momenti di crisi e a raggiungere risultati soddisfacenti.
Per questo motivo le persone felici sono quelle che amano la propria vita.
Non evitano le difficoltà perché sanno benissimo che questo non significa essere soddisfatti.
Si impegnano per realizzare i propri sogni facendo crescere le loro potenzialità.

La motivazione è un carburante potentissimo che innesca decisioni e cambiamenti.
La felicità dipende dal sentirsi liberi di scegliere, decidere e progettare il proprio futuro, perché nessuno può dirti cosa ti rende felice: é una scelta personale.
Per farlo è necessario conoscersi in modo approfondito, essere consapevoli delle proprie potenzialità, mettersi in gioco e sperimentare quello in cui si crede. Posso essere veramente libero solo quando prendo delle decisioni che sono in accordo con i miei valori e le mie capacità.

Una vita felice dipende dal riuscire a creare un progetto in grado di far fronte alle difficoltà e mettere in luce le opportunità.
Ecco perché la crescita personale è una delle soddisfazioni più gratificanti della vita: nonostante gli errori ti consente di raggiungere risultati soddisfacenti grazie all’impegno e alla crescita delle abilità personali.

La felicità si conquista grazie all’autonomia, il sentirsi in equilibrio ed autentici.

Questa esperienza non viene generata dall’oggi al domani, ma ha bisogno del giusto tempo ed attenzioni.
La felicità dipende dalla cura che dedichiamo a noi stessi, l’attenzione a programmare i momenti di riposo, il rispetto per il corpo, l’accrescimento delle proprie capacità e la ricerca dei talenti personali.

La felicità legata all’amore é ciò che ci permette di creare relazioni affettive significative.

L’amore genera sensazioni molto potenti e se salutare costruisce solide basi. Permette di conoscersi e conoscere meglio l’altro. La sua forza riuscire ad aumentare le nostre potenzialità ad essere creativi e perseveranti, grazie alla base sicura che ci fornisce.

La vita di coppia come laboratorio della felicità, secondo Fromm l’amore è un processo di apprendimento, una iniezione di forza che spinge ad autorealizzarsi grazie al senso di fiducia generato dall’amore generato nel rapporto di coppia. É come se riuscisse a duplicare le energie, rafforzando il singolo e contemporaneamente la coppia per raggiungere gli scopi di vita.

Felicità di coppia: 4 indicatori di infelicità

Una coppia di psicologi ha identificato quattro comportamenti che con altissima percentuale rappresentano sicuri indicatori della rottura di una relazione.i quattro cavalieri dell’apocalisse.
A) Le critiche: continuare a mettere in luce solo i comportamenti negativi dell’altro.
B) Il disprezzo: L’uso di battute sarcastiche o comportamenti ostili.
C) Il vittimismo: difendersi dagli attacchi alzando un muro e sentendosi solo vittime della situazione.
D) Le fughe: non si ascolta più e si evita di interagire con l’altro.

Quanto è difficile essere single? Meglio stare in coppia? Secondo gli psicologi le coppie sposate non sono più felici dei single, il matrimonio non offre in generale maggiori possibilità di essere felice. La felicità dipende da te non dalla tua situazione sentimentale. La maggior parte delle persone riesce a costruire una relazione d’amore soddisfacente solo dopo aver fatto diversi tentativi andati male: si cresce e si apprende al prezzo di tante lezioni sofferte.

Non esistono relazioni d’amore o amicizia senza situazioni di crisi e conflitto. Quando è meglio la rottura? Quando le emozioni sono connotate da risentimento e desiderio di vendetta, quando si preferisce scendere in battaglia tutti i giorni per non stare da soli, la coppia diventa autodistruttiva: questo è parecchio nocivo.
Nel caso in cui ci siano ancora sentimenti costruttivi, come l’affetto, é necessario tentare di migliorare il rapporto. Ogni relazione subisce momenti di stallo, sono fase in cui l’abitudine sembra aver fatto perdere la forza del legame, perché il sentimento annega nella noia e ma questa reazione di adattamento é tipicamente umana, siccome il coinvolgimento appassionato scema col tempo.

Come uscire dall’infelicità in 4 mosse

A) Accettare il dolore perché fa parte della vita, non vuol dire subirlo ma essere audaci .
B) provare ad analizzare la situazione con distacco: come posso trasformare quello che non mi piace in un’opportunità?
C) incominciare ad elaborare la sofferenza e chiedersi come possa migliorare il nostro futuro. Qual è il messaggio da tenere in considerazione?
D) essere gentili con se stessi. Non punirsi per gli errori commessi ma trarne un insegnamento.

Essere consapevoli significa osservare profondamente connessi con ciò che sta accadendo nel momento presente, in questo modo riusciamo a vedere la nostra sofferenza. E le cause della sofferenza ci portano a capire cosa fare per guarirla. Per questo motivo la consapevolezza porta all’assenza della sofferenza e ci avvicina alla felicità. Se non si comprende la sofferenza, non si può capire la felicità.