
Dalla biochimica ai falsi miti dell’amore
La teoria dell’amore
Lo psicologo Robert Sternberg ha ideato una teoria secondo la quale l’amore è formato da tre componenti necessarie per una buona relazione di coppia:
- l’intimità, cioè il desiderio di condividere tempo e pensieri con il partner, la fiducia reciproca, sentirsi accettati.
- L’impegno é il senso di responsabilità, rispetto, fedeltà che porta a condividere progetti di vita.
- Passione è relativa al desiderio sessuale.
Le basi biologiche, psicologiche e sociali dell’amore
L’amore dipende dal nostro bisogno naturale di affetto e sessualità, mediato sul piano sociale dalle credenze trasmesse dai nostri genitori e più in generale dall’ambiente in cui cresciamo. La ricerca dell’amore dipende quindi da una componente biochimica, una psicologica (la nostra personalità, stereotipi e pregiudizi) ed infine sociale.
Per questo intreccio di variabili, l’amore risulta essere un fenomeno complesso, per certi versi ancora enigmatico e pieno di magia.
Le conseguenze dell’amore
Nella fase d’innamoramento, alti livelli di ossitocina provocano uno stato di attivazione molto intenso tali da modificare le strutture cerebrali: è quello che succede quando ci sentiamo “innamorati pazzi”.
Essere amati ci fa sentire al sicuro e ci spinge ad essere migliori, proprio per un più forte senso di fiducia generato dal rinforzo positivo del sentirsi amati.
È proprio quel senso di fiducia che produce un forte legame in grado di rimodellare il nostro cervello tanto da farci percepire maggiori aspetti positivi nel partner. Questo però non deve condurre ad idealizzare l’altro, pena il rischio di rimanere invischiati in una relazione di dipendenza affettiva. Infatti, amare davvero una persona significa riuscire ad apprezzare le differenze e gli inevitabili difetti che l’altro porta con sè.
Questo processo è possibile solo se abbiamo creato un buon rapporto con noi stessi, tollerando ed accettano i nostri “demoni” interiori.
L’amore non è dipendenza
L’amore è una scelta consapevole che non si basa su uno stato di necessità assoluta altrimenti è dipendenza.
Ovviamente le coppie che funzionano non sono quelle senza problemi, ma riescono a trasformali in opportunità di crescita, attraverso un continuo processo di cura della relazione. Si costruisce grazie all’impegno, il rispetto e la flessibilità.
La nascita di un nuovo rapporto implica la trasformazione degli spazi personali, attraverso un riadattamento delle necessità individuali senza pretese. Non sono quindi tollerabili ricatti, abusi e maltrattamenti.
L’amore dona libertà, non è una prigione emotiva.
Non sempre di può ottenere quello che si vuole e questo porta con sè della sofferenza, ma non possiamo essere disposti a sacrificare noi stessi per il partner, altrimenti questo significa che non è la persona giusta.
Un amore che produce molta sofferenza, non è amore, è sacrificio.
L’amore si offre, non si elemosina.
Una sana relazione non prevede che la dignità di nessuno venga calpestata.
Luoghi comuni sull’amore
Alcune considerazioni distorte sull’amore dipendono proprio dal fatto che ci hanno trasmesso l’idea dell’amore perfetto e del partner ideale, che invece non esistono.
L’amore non è una favola, ma genera comunque felicità.
Sono credenze che non hanno niente a che fare con la realtà, non esistono persone o legami perfetti, ma uomini e donne che decidono di ascoltarsi, essere empatici e crescere insieme, in una relazione che aumenta il grado di complicità in modo graduale, attraverso la risoluzione di numerosi problemi.
Una relazione funzionale è costellata da attenzione, pazienza e un certo grado di compatibilità.
Diversamente è meglio rimanere soli, lavorare su se stessi e la propria crescita personale, perché stare soli non è un male, ma la possibilità di superare le nostre paure, in primo luogo quella dell’abbandono.
Non rinunciare a te per l’amore
Se accettiamo noi stessi, non dipendiamo da nessuno, se non da ciò che realmente desideriamo ed è migliorativo per la nostra vita.
Ogni relazione andata male può essere una lezione che ci insegna qualcosa di utile e non è necessario trovare subito un altro partner che compensi il vuoto, vale la pena in questo momento di lavorare per diventare la persona che davvero vogliamo essere.
Dopodiché saremo pronti ad intraprendere un nuovo percorso, senza la sicurezza che duri, ma con la consapevolezza che la cura quotidiana del rapporto, il creare armonia nella coppia, affrontare cambiamenti, renderà il viaggio insieme, ricco di emozioni e trasformazioni.
Cosa non è amore
L’amore è un sentimento complesso che spesso viene confuso con l’abitudine, la gratitudine e la compassione.
Ecco come fare un po’ di chiarezza:
- l’abitudine: quando passiamo molto tempo con una persona, questo ci dà un senso di stabilità e nel momento del distacco percepiamo una mancanza di sicurezza; quella persona è entrata nella nostra zona di comfort e l’allontanamento viene vissuto come un pericolo e non ci sentiamo disposti ad aprirci al nuovo. Nella nostra vita cerchiamo di creare ordine e routine e i cambiamenti ci fanno paura, quindi tentiamo di evitarli, ma più questo accade, più siamo convinti di non poter stare da soli. A questo punto si può arrivare fino alla dipendenza emotiva, non riusciamo a staccarci dall’altro, ma questo non significa amare.
- Gratitudine e stima: alcune persone entrano nella nostra vita nel momento del bisogno e grazie a loro riusciamo a superare qualche sfida della vita, a quel punto ci sentiamo in difficoltà, come se avessimo contratto un debito verso quella persona e l’affetto diventa una sorta di risarcimento per l’opera prestata. Non è amore, siamo grati di quello che ha fatto per noi. Oppure può succedere che l’ammirazione per le sue qualità personali ci facciano desiderare di stargli accanto; la stima è una condizione necessaria ma non sufficiente per una sana relazione amorosa.
- Compassione: è il sentimento che ci consente di entrare in contatto con la sofferenza emotiva della persona, di patire con l’altro. Ovviamente essere connessi emotivamente non equivale ad amare.
