
La salute è una componente fondamentale della nostra vita. L’Organizzazione mondiale della sanità OMS la definisce «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia».
L’importanza della prevenzione
Le droghe sono molto diffuse in tutti gli ambienti sociali, il loro uso è massivo e ha assunto forme molto diversificate; questo lo si può notare dal numero di incidenti di ogni tipo e danni gravi sempre più evidenti alle persone che la consumano, ma in generale per la comunità. Le ripercussioni sono a livello quindi personale, ma anche sociale.
Oltretutto l’assunzione di alcune droghe, come per esempio la con la cocaina si accompagna spesso a quella di altre sostanze come gli alcolici, oltre che a comportamenti altamente rischiosi, cosicché ne risulta potenziata la pericolosità.
Le droghe interagiscono con qualunque condizione psicopatologica e sociale aggravandola ulteriormente.
Non si può dimenticare nemmeno il fatto che la cocaina, insieme ad altre sostanze d’abuso, svolge un ruolo sempre più rilevante nell’esplosione degli esordi psicopatologici soprattutto psicotici. Allo stesso modo sono peggiorate tutte le disfunzioni familiari, con pesanti ricadute sull’accudimento dei figli e sull’insorgenza di maltrattamento e violenza familiare.
Oltre ai danni diretti è necessario prendere in considerazione anche quelli relativi agli incidenti provocati, alle patologie cronicizzate, alla diminuita capacità lavorativa ecc…
Un altro grave rischio da tenere in considerazione è l’atteggiamento di totale minimizzazione da parte dei consumatori.
Le sostanze psicoattive
Sostanza naturale o sintetica che, anche a piccole dosi, agisce modificando lo stato di coscienza (attenzione), lo stato emotivo (umore) e il comportamento (azioni).
Alcune di queste sostanze sono usate in ambito medico come farmaci per varie patologie (barbiturici, benzodiazepine).
Molte sostanze di questo tipo sono capaci di indurre, in diverso grado, fenomeni di dipendenza, tolleranza e assuefazione.
• tolleranza: la capacità dell’organismo di sopportare a dosi gradualmente più elevate la tossicità delle sostanze;
• assuefazione: il degradare dell’effetto, soprattutto psichico, della medesima dose, con conseguente necessità di aumentare la dose per produrre lo stesso effetto;
• dipendenza: necessità di assumere tali sostanze per evitare crisi di astinenza. È utile suddividere le forme di dipendenza in dipendenza fisica (alterazioni del funzionamento biologico) e dipendenza psichica (alterazioni dello stato psichico e comportamentale).
I processi che inducono i meccanismi di tolleranza e di astinenza portano allo sviluppo della dipendenza: un processo di assuefazione alla sostanza d’abuso.
Vi è un passaggio a una modalità di tipo compulsivo cioè un forte impulso, più o meno consapevole, di ritornare a fare uso della sostanza e l’incapacità di provare piacere per forme di appagamento alternative e in generale salutari.
Nella sostanza si ritrova un effetto gratificante, piacevole, determinato dalla sua assunzione e lo stato mentale di instabilità dato dall’assenza della droga porta alla ricerca del piacere legato alla sostanza, in un circolo vizioso che si autoalimenta.
La dipendenza da sostanze è il risultato dell’interazione tra un soggetto, una sostanza e l’ambiente in cui vive.
• Ogni soggetto reagisce alla sostanza in modo totalmente unico in base alle proprie caratteristiche neurobiologiche e alle sue esperienze personali.
• La sostanza ha un potere farmacologico in grado di trasformare il soggetto.
• Per ambiente si intende: la famiglia di origine, il gruppo dei pari, la scuola, il luogo di lavoro ecc… cioè tutti quegli elementi che interagiscono col soggetto.
Differenti relazioni con le sostanze
Si possono configurare quattro diverse relazioni con le sostanze:
1. Uso: Presuppone una completa gestione della sostanza senza che questo intacchi la salute, o dia problemi a livello sociale, interpersonale.
2. Abuso: si manifesta quando viene compromesso il funzionamento del soggetto sul piano di vita, creando interferenze con l’ambiente esterno.
3. Dipendenza: la vita dell’individuo è resa possibile grazie alla sostanza vi è quindi una condizione di necessità per il soggetto di assumere la sostanza per poter funzionare normalmente diventa una sorta di elemento equilibrante per poter gestire lo stato alterato. Vi è una compromissione della capacità di giudizio e della volizione.
4. Mania: il tossicomane eccede a una dimensione bulimica di insaziabilità (abbuffate) rispetto all’uso della sostanza.
I motivi della patologia da dipendenza
1. Ricerca di sollievo da una sofferenza fisica, psichica, o da un disagio sociale.
2. La ricerca di un miglioramento di sé e delle proprie prestazioni.
3. Una condizione neurobiologica di malfunzionamento su base genetica del sistema delle gratificazioni.
4. La sperimentazione di qualcosa di piacevole, emozionante, sconosciuto, intenso come un ulteriore possibilità di provare piacere.
L’azione psicotropa può essere classificata come:
• depressoria dell’attività mentale (es. oppioidi, barbiturici, etanolo);
• eccitatoria dell’attività mentale (es. anfetamine, cocaina);
• capace di modificare la percezione, lo stato di coscienza o il comportamento (es. cannabinoidi, psichedelici).
Le principali sostanze psicoattive ed effetti
• Cannabis e derivati. Tra gli effetti ricercati ci sono l ‘euforia, rilassamento, disinibizione, ma la sostanza modifica la sensibilità sensoriale, la percezione del tempo e dello spazio. Gli effetti variano molto in funzione dell’esperienza, delle aspettative, del contesto di assunzione, delle condizioni emotive. Tra gli altri effetti si ha aumento del desiderio di cibo. Effetti avversi a lungo termine sono: instabilità dell’umore, apatia e passività, deficit cognitivi.
• Derivati dell’oppio (come l’eroina, il metadone, ecc.) Effetti ricercati: euforia, attenuazione dell’ansia, calma. Effetti avversi a breve termine: sedazione, forte sonnolenza, rallentamento psicomotorio con perdita di concentrazione, deficit cognitivi, letargia, apatia, difficoltà nell’eloquio, difficoltà nella respirazione, abbassamento della pressione e del battito cardiaco, stitichezza, nausea e vomito. In caso di overdose si ha coma, grave depressione respiratoria, contrazione della pupilla, edema polmonare. Effetti avversi a lungo termine: ansia, depressione, tremori, crampi, vomito, diarrea, ipertensione e ipertermia, tachicardia, sudorazione intensa, disfunzioni sessuali. Nei soggetti che si iniettano la sostanza endovena: danni alle vene e ai circoli venosi. Nel caso di scambio di siringhe invece è elevato il rischio di contrarre gravi infezioni come l’epatite.
• Cocaina e derivati. Effetti ricercati: euforia; piacere; di aumento della sicurezza personale, dell’energia, della resistenza alla fatica, della lucidità mentale. Gli effetti ricercati durano da alcuni minuti a poche ore. L’esaurirsi degli effetti ricerca provoca depressione, ansia, spossatezza. Da qui la compulsione a riassumerla subito dopo. Effetti avversi a breve termine: aumento della pressione arteriosa e del battito cardiaco, insonnia, ipertermia, assenza di fame, tremori. Con dosi elevate si può arrivare alla disorganizzazione del pensiero; a un sentimento di onnipotenza, con esplosioni di rabbia e aggressività incontrollata, al delirio, a crisi convulsive, a depressione respiratoria e morte. Effetti avversi a lungo termine: crisi convulsive, infarto cardiaco, aritmie e ischemie anche cerebrali; problemi al sistema respiratorio; riduzione della libido sessuale e anedonia. L’uso cronico conduce all’apatia, all’insonnia, al deperimento organico e al ritiro sociale. Quindi possono subentrare paranoia, forte suscettibilità, sospettosità con comportamenti violenti e distruttivi.
• Amfetamine e derivati ( MDMA, conosciuta come “ecstasy”). Effetti ricercati: sensazione di aumento dell’energia e delle capacità sensoriali, euforia. Effetti avversi a breve termine: aumento della pressione arteriosa e del battito cardiaco, alterazione della vigilanza e del ritmo sonno/veglia con insonnia, disidratazione, ipertermia, contrazioni muscolari e assenza di fame. Con dosi elevate si può arrivare ad allucinazioni, stati confusionali e paranoici, febbre alta e all’anedonia. Effetti avversi a lungo termine: danni cerebrali, ansia, depressione e forte irritabilità e tic, gastriti, crisi psicotiche.
• Allucinogeni, come ad esempio, la mescalina o l’LSD, funghi magici, peyote. Effetti ricercati: alterazioni sensoriali, modificazioni profonde dell’organizzazione del pensiero e degli stati emozionali. Gli effetti degli allucinogeni variano molto in funzione della situazione e delle condizioni emotive di chi li assume. Effetti avversi a breve termine: tachicardia, ipertensione, sudorazione, tremori, vertigini. Possibilità del cosiddetto “bad trip”, caratterizzato da una forte componente ansiosa, attacchi di panico, ideazione paranoide. Effetti avversi a lungo termine: “flashback”, nel quale, senza che siano assunti allucinogeni, si ripresentano stati emotivi e allucinazioni provate durante l’intossicazione. Gli allucinogeni inoltre possono concorrere a scatenare patologie psicotiche latenti.
• Alcol. Effetti ricercati: euforia, riduzione dell’ansia, disinibizione e aumento della socievolezza. Questi effetti si ottengono solo con basse dosi di alcol. Effetti avversi a breve termine: in caso di dosi più elevate si ha attenzione, percezione, pensiero, capacità di giudizio e tempi di reazione deteriorati. Instabilità emotiva con umore che può oscillare dall’euforia alla tristezza. Grave attenuazione del controllo degli impulsi con aggressività. Perdita del tono muscolare e della coordinazione motoria e vomito. In caso di tassi alcolici più elevati si possono avere stati stuporosi, coma e morte da paralisi cardio-circolatoria. Effetti avversi a lungo termine: dipendenza e alcolismo con gravi sindromi d’astinenza caratterizzate da depressione, ansia, mania, delirio, convulsioni, tachicardia, tremori, demenza, pancreatite, epatite, cirrosi epatica.
La cocaina e l’era delle passioni artificiali
L’eroina è una sostanza “sedativa”, la cocaina invece è stimolante, esaltante, spinge il soggetto ad andare aldilà dei confini dati dei vincoli delle norme.
Gli effetti della cocaina sono coerenti e funzionali con le immagini vincenti e i modelli di valorizzazione di sé che dominano nell’immaginario sociale.
La cocaina garantisce di mantenere almeno illusoriamente e per poco tempo, l’immagine di un sé forte e di successo.
L’uso di cocaina è ubiquitario, trasversale e massiccio.
È un avere propria emergenza perché la si incontra nei più diversi contesti: scolastico, sportivo, educativo, ricreazionali…
È usata dalle più varie fasce sociali d’età, professionali.
Mentre l’eroinomine e definito con un fallito ed emarginato, il cocainomane viene spesso visto come una persona aperta e realizzata.
Spesso vengono associate altre droghe, il cosiddetto “poliabuso“, per poter giocare con i propri stati mentali ed emozionali.
La cocaina è una droga idealizzata perché si fonda su diversi miti.
Miti sulla cocaina
1. È una non droga cioè non ci si immagina di poter diventare dipendenti.
2. Chi la vende ha interesse che se ne parli bene negando pericoli e controindicazioni.
3. Chi la usa vuole convincersi che non ha bisogno di fuggire da qualche cosa, di avere maggiore sicurezza e che non ci siano conseguenze spiacevoli.
4. Promette una socializzazione positiva e facile.
5. Dà l’impressione di essere brillanti e conviviali, disinibiti.
6. Migliori prestazioni, performance.
7. Dà la possibilità di appartenere ai circuiti che contano.
8. Pretesa che sia possibile controllarla, negazione dei rischi e dei danni legati al consumo.
9. Senso di grandiosità.
Tutte le sostanze psicoattive d’abuso producono cambiamenti persistenti nelle aree del cervello che svolgono un ruolo importante nel controllo della motivazione, nei fenomeni di ricompense, di decisione strategica (capacità di giudizio sulle conseguenze), e nel controllo del comportamento (inibire comportamenti inappropriati).
Attraverso la cocaina si cerca di annullare la sofferenza perché la sostanza offre la possibilità di oltrepassarla con una soluzione magica, ma estranea alle proprie risorse.
Virtuale vs reale
Le droghe sono così potenti perché stimolano i desideri e la loro soddisfazione.
Se non si riesce ad accettare la realtà si usa qualcosa per trasformarla.
Il soggetto si immagina di vivere anche se per poco, in un mondo pieno di affermazione e di euforia, il problema è che il cocainomane si abitua e non sa più reggere la realtà senza l’aiuto della sostanza. Insegue quel paradiso senza considerare le implicazioni che produce, infatti pur di raggiungerlo è pronto a sopportare gravi conseguenze.
Come le altre droghe la cocaina illude di realizzare il sogno della soddisfazione di sé, benché solo per breve tempo, quando la mente è intossicata.
Non c’è un rapporto diretto con il reale, ma sempre una rappresentazione mistificata.
La cocaina risponde quindi alle richieste profonde del genere umano e della società.
Il cambiamento, che è sempre il cambiamento di sé, è troppo faticoso, quindi è più facile lasciare spazio alla sostanza che produce un cambiamento virtuale.
Il ruolo dei desideri
La cocaina realizza il desiderio di essere “di più”. Si desidera ciò che ci dà senso.
Ecco perché per poterne capire l’azione bisogna riflettere sui propri desideri.
Il desiderio si trasforma in un’emozione che prepara una strategia d’azione.
Il punto cruciale risulta essere la consapevolezza di sé e il giudizio che si dà su se stessi.
La cocaina, come qualsiasi altra da droga dà la possibilità in modo illusorio (i sistemi neuro biologici sono alterati dalla sostanza) di superare uno stato mentale spiacevole.
Io soggetto cambia se stesso tramite la relazione con una sostanza.
Ogni desiderio compreso quello della cocaina, può e deve sottostare al ragionamento, alla scelta, alla valutazione e alla decisione personale.
Grazie alla volontà possiamo decidere di imboccare un percorso di desiderio piuttosto che un altro.
È necessario saper dare una priorità alle mete che si perseguono per dare valore e senso alla propria esistenza.
Infatti il cocainomane non si rende conto di aver scelto di limitare la propria libertà di scegliere, non ha più una reale autonomia, è la sostanza a scegliere per lui.
La cocaina illude di rispondere ai bisogni essenziali e lo stato mentale è deformato dalla sostanza tossica, diventa sempre più necessario, ecco perché la cocaina può essere così pericolosa, infatti dopo averla provata, il soggetto sente la mancanza di quegli stati mentali prodotti soltanto da essa.
Illude di donare potere. Genera la presunzione di essere quello che non si è, promette di liberare dall’inferiorità, ma fallisce sempre questa missione, perché il soggetto ripiomba nello stato normale quando svaniscono gli effetti.
Il piacere è lo scopo dell’uso della cocaina. E si desidera che duri, non se ne ha mai abbastanza, quando subentra il vuoto (quasi subito), il soggetto fa fatica a tollerarlo e quindi ne vorrà ancora di più, diventa dunque il piacere ad ogni costo.
Tutte le relazioni di dipendenza sono mantenute in vita, perché capaci di continuare a produrre quelle risposte che da solo il soggetto non si riesce a trovare, così si rende sempre più necessario l’effetto della sostanza.
L’uso inizia per alleviare un disagio con la funzione di provare piacere, ma poi si passa all’utilizzo per non provare malessere (dipendenza).
Danni legati alla cocaina
1. Personali: problemi cardiovascolari, deterioramento delle funzioni cognitive (problemi legati alla memoria, il problem solving, l’attenzione, l’apprendimento), disturbi della sfera sessuale, disturbi del sonno, sintomi ansiosi , depressione e disforia).
2. Interpersonali (liti familiari, coniugali, lavorative)
3. Sociali (problemi giuridici dovuti alla detenzione di droga o al discontrollo degli impulsi che genera agiti violenti).
Il ciclo dell’abbuffata da cocaina
Sì possono riassumere in quattro fasi:
1. High: che prevede un forte stato di euforia, iperattività sintomi anoressici e insonnia.
2. Disforia: durante la quale sono presenti marcata tristezza apatia, difficoltà di concentrazione e insonnia.
3. Paranoia: caratterizzata da una marcata sospettosità, allucinazioni e insonnia.
4. Psicosi: in questa fase si riscontrano una marcata anedonia, allucinazioni, comportamenti stereotipati, deliri, insonnia e disorientamento.
Effetti dell’intossicazione da cocaina sull’organismo
Le alterazioni fisiche vanno a colpire prevalentemente:
1. Sistema nervoso centrale attraverso manifestazioni neurologiche caratterizzate da vertigini, vomito, tremori.
2. Apparato cardiocircolatorio l’aumento della pressione arteriosa legato all’abuso di cocaina aumenta la frequenza cardiaca con relativa sofferenza per il cuore.
3. Apparato respiratorio la marcata esigenza di ossigeno da parte di tutti gli organi porta all’aumento della frequenza e della profondità del respiro fino ad arrivare ad un’alterazione che provoca mancanza di fiato (dispnea).
Disturbi indotti da cocaina
1. Paranoia: la cocaina può indurre diverse esperienze di tipo psicotico. Per paranoia si intende una serie di idee irrazionali che qualcuno qualcosa possa fare del male alla persona anche se questo pericolo non esiste e la paura percepita è sproporzionata rispetto alla situazione.
2. Psicosi: Sono descritte come molto simili alle sindromi schizofreniche o dei disturbi schizoaffettivi, vabbè eccezione per l’assenza di appiattimento affettivo, la presenza di agitazione psicomotoria il bisogno di comunicazione, che si oppone alla chiusura e all’evitamento tipici delle sindromi schizofreniche.
3. Disturbo del tono dell’umore: alti livelli di pressione soprattutto durante la fase di crash (crollo psichico) in cui l’umore è disforico (alterazione del tono dell’umore)
4. Disfunzioni sessuali: l’uso cronico porta ad una progressiva inibizione del comportamento legata a disturbi del desiderio con calo della libido e problemi di reazione.
5. I disturbi del sonno: sono presenti pressoché sempre durante l’uso di cocaina, anche se vengono percepiti come invalidante soltanto durante la fase di intossicazione.
